
Relazione introduttiva del Presidente "Federazione rom e sinti insieme" Nazzareno Guarnieri (stralcio)
Quello appena trascorso è stato un anno terribile per la popolazione Rom e Sinta, ma non è questa la sede per denunciare nei dettagli le diverse forme di illegalità, di violenze e di discriminazioni contro la nostra gente.
Penso che la crisi, di cui si parla negli ultimi mesi, non sia solo una crisi economica, ma una crisi culturale che trova le sue radici nella perdita di valori fondamentali. La crisi in atto troverà soluzione se la politica italiana sarà capace di gestire il cambiamento culturale in atto trasformando una "statica" democrazia multiculturale in una "dinamica" democrazia interculturale.
Questo 1° congresso nazionale è stato promosso per coinvolgere Rom e Sinti e tutti coloro che direttamente e indirettamente in Italia sono impegnati nella questione Rom/Sinta per una riflessione, analisi e confronto sul processo di riconoscimento dei diritti di cittadinanza e di minoranza linguistica, per superare le divisioni del passato, per stimolare processi di formazione alla partecipazione.
Un radicale cambiamento di metodo rispetto al passato non è più rinviabile, iniziando dalla caduta delle falsificazioni sulla realtà Rom e Sinta che hanno avuto la finalità di far emergere SOLO l'aspetto sociale, l'emergenza e la negatività, limitando o folclorizzando gli aspetti culturali, ignorando la cultura Rom/Sinta ancora totalmente sconosciuta. Aspetti culturali e positività non trovano spazi per emergere, per essere visibili a causa della negazione di prerequisiti essenziali: il riconoscimento alla popolazione rom e sinta quale entità culturale del territorio, la definizione di un ruolo attivo, propositivo e qualificato.

Perchè le persone rom e sinte sono ignorate? Perchè non rivendicano la loro identità? Il problema è la discriminazione razziale generalizzata contro Rom e Sinti. Queste persone per svolgere il loro lavoro generalmente sono obbligate a rinnegare la propria storia personale e familiare, la propria identità culturale, per evitare di essere pregiudizialmente discriminati per l'appartenenza etnica ed espulsi dal lavoro. Negli ultimi anni le richieste del cambio del cognome di persone Rom inoltrate alle Prefetture sono in aumento.
Questo 1° congresso è un'opportunità per elaborare un radicale cambiamento di metodo a tutti i livelli con il contributo di tutti per dare risposte adeguate alla realtà ed ai bisogni sociali e culturali dei Rom/Sinti e spero che il confronto vada oltre le seguenti proposte:
- E' urgente il riconoscimento di minoranza linguistica a Rom Sinti
- Diffondere e valorizzare la cultura Rom Sinta
- Intervenire sulla normativa esistente in materia di discriminazione: ratificare integralmente la direttiva Europea 2000/43, rivedere, migliorare e rendere applicabile e celere la normativa vigente, indipendenza dal governo e poteri sanzionatori.
- Abbandonare la fallimentare politica dei campi nomadi SUBITO, rifiutando ogni forma di gestione, proponendo il superamento con l'autogestione di Rom Sinti, utilizzare le risorse già disponibili per campi nomadi ed altre nazionali e comunitarie per avviare una politica abitativa pubblica per TUTTI I CITTADINI, Rom e Sinti compresi.
- Abbandonare ogni forma di politica differenziata per Rom e Sinti per evitare le politiche dell'assistenzialismo culturale.
- Definizione di un ruolo attivo e propositivo a Rom e Sinti.
In sintesi posso dire che si tratta di passare dalla mediazione alla partecipazione attiva per abbandonare le politiche dell'assistenzialismo e dell'esclusione e passare all'auto rappresentatività per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza e di minoranza linguistica.
Una partecipazione attiva di Rom e Sinti "come un fine" che investe processi di trasformazione culturale e sociale di portata collettiva, "un processo sociale di azioni attraverso le quali gli individui, le comunità e le organizzazioni guadagnano padronanza sulle loro vite nel contesto di cambiare il loro ambiente sociale e politico per migliorare l'equità e la qualità della vita di tutti."



IL 7 MARZO – ORE 8.30
(Partenza da Piazza Esedra, davanti la libreria Feltrinelli)
Venditore di strada, in Italia da tredici anni, lavora sui marciapiedi di Roma commerciando libri e giornali. Ndjogou Thiongane, venditore senegalese per Terre di mezzo Editore, sarà l’accompagnatore della visita guidata alla Grande Moschea di Roma, sabato 7 marzo 2009, proposta da Insieme nelle Terre di mezzo onlus.
Partendo da piazza Esedra alle ore 8.30, i partecipanti alla visita si sposteranno nella zona nord della capitale, dove si trova la più grande Moschea d’Europa, in cui migliaia di musulmani, italiani e stranieri, si ritrovano per professare la loro fede.
Ad accompagnare la scoperta della cultura islamica il racconto di Ndjogou e del tragitto che l’ha condotto dal Senegal fin qui, alla vendita del giornale di strada come strumento di integrazione e lotta all’emarginazione.
L’arrivo alla Grande Moschea è previsto per le ore 10, quando il gruppo potrà far ingresso nel luogo di culto ed ammirare le bellezze di una cultura, accompagnati da una guida turistica professionale.
A conclusione della visita, una passeggiata tra i banchi del coloratissimo mercato di cibi che si trova all’esterno della moschea.
*Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento 20
*Partecipazione gratuita.
*Le donne devono portare con sé un foulard da indossare sulla testa durante la visita alla moschea, è consigliata la doppia calza perché le scarpe si lasciano fuori.
*I biglietti per gli spostamenti sono a carico del partecipante.
NOTE:
L’iniziativa rientra nel progetto “Visite guidate alla città nascosta”, organizzato dai volontari dell’Associazione Insieme nelle Terre di mezzo, alla scoperta di luoghi e territori nascosti e poco visibili della metropoli in cui viviamo, all’insegna dell’interculturalità.
Ufficio stampa - Insieme nelle terre di mezzo:
Valentina Difato – mail valedifato@hotmail.com
Insieme nelle Terre di Mezzo onlus
Mail – volontariroma@terre.it
http://insiemenelleterredimezzo.splinder.com/
Alla periferia di Roma, le attività di un medico e della sua associazione. In un prefabbricato assistenza e cure mediche sono garantite a chi vive ai margini.
Ambulatorio medico, assistenza sanitaria gratuita "per chi non ne ha".
In piazza dei Decemviri, zona Cinecittà a Roma, recita così la grande scritta colorata sul container al centro dell'aiuola. Orario di apertura: martedì, mercoledì, giovedì dalle 18 alle 20. Appuntamento nell'originale studio medico ad una categoria di pazienti molto particolare: esclusi, emarginati e disadattati. Il piccolo container colorato, infatti, ospita senza fissa dimora ed immigrati irregolari che non possono usufruire del servizio sanitario nazionale, perchè sprovvisti di documenti, di permessi di soggiorno o in attesa di regolarizzare la propria posizione in Italia... segue articolo di Valentina Difato
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fonte www.nannimagazine.it
Finalmente è arrivato! Ecco il numero zero del nuovo Terre di mezzo - street magazine! In attesa di raggiungere i 2mila co-fondatori e di partire con il numero 1 vero e proprio, potete leggere un numero vero del nostro nuovo giornale, fatto e finito.
Potete trovarlo:
- in strada, con i nostri venditori
- in redazione (via Calatafimi 10, Milano)
- in anteprima, presso l'edicola Carta Canta di viale Monza
Intanto, qui sotto, leggetevi il primo editoriale !
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Punti di vista
Ancora non ci credo. E questa volta penso di non essere l’unica. Più lo guardo, e più mi piace.
Già, perché è bello, ironico, intelligente. Ma soprattutto ricco. Di idee, fotografie, notizie. Nelle pagine di questo giornale c’è davvero un mondo: sono tante le realtà, gli amici e i colleghi che si sono dati appuntamento nelle nostre “terre di mezzo”. Per condividere informazioni e saperi, per confrontare i punti di vista. Per dialogare tra loro, e con voi lettori.
I primi a scommetterci sono stati proprio i nostri collaboratori: Ulderico Pesce, Pat Carra e Loretta Napoleoni, Leo Brogioni, Valerio M. Visintin e tutte le firme “amiche” che incontrerete sfogliando queste pagine. Siamo andati a trovarli nei luoghi e alle ore più impensate: nei circoli proletari dell’hinterland, raggiunti oltre Atlantico o dietro le mura di un carcere. Impegnati sui fronti più diversi, si sono fermati per un istante ad ascoltarci.
A rimanere senza parole però siamo stati noi, di fronte a ogni sì, ai tanti si può fare, mi piace, ci sto. Da quegli incontri è nato Terre di mezzo – street magazine. Quello che avete tra le mani è solo l’inizio, il nostro numero zero. Ve lo presentiamo, con un pizzico di orgoglio.
Nelle grandi realtà editoriali di solito il numero zero è “top secret”. Si tratta di una prova, un segreto che si rivela a gruppi di lettori scelti in cambio di critiche e consigli. Così, si corregge il tiro. Vi chiediamo di fare lo stesso. Sfogliate questo giornale e lasciatevi incuriosire dalle tante novità che vi accoglieranno a ogni volta di pagina.
In questo numero vi regaliamo più che un assaggio, vi proponiamo uno sguardo alternativo sulla società. Se vi riconoscete in questa sfida, fateci volare verso quei 2mila nuovi abbonati che ci permetteranno ogni mese di dar voce a queste ormai abitate Terre di mezzo.
Leggetelo, crediamo ne valga la pena.